Bing, nuovo motore di ricerca di Microsoft
E’ un periodo abbastanza prolifico per quanto riguarda i motori di ricerca, negli ultimi mesi si stanno infatti sempre più diffondendo nuovi competitors di Google. Da poche settimane anche Microsoft ha deciso di sostituire Live search con un nuovo search engine: Bing.
Conosciamo ormai bene come funziona il motore di ricerca di Google: scrivi parole chiave e ricevi un elenco di link (spesso troppo numerosi) a siti pertinenti: ebbene, questo per Microsoft non è più sufficiente a soddisfare l’utente. La principale innovazione di Bing, secondo il colosso americano, sarà la classificazione delle informazioni per sotto-rubriche piuttosto che sotto forma di una lista indefinita di link a siti web.
Nell’annunciare Bing Microsoft cita un rapporto di Comscore secondo cui il 30% delle ricerche rimane senza risposta e quindi abbandonato; mentre il 66% delle ricerche richiede che l’utente faccia più tentativi per ottenere quanto voluto. Proprio per far fronte a questi problemi Microsoft ha pensato di creare il proprio motore di ricerca basandosi su un principio nuovo: offrire informazioni immediatamente utili per esigenze pratiche, guidando la ricerca fino al risultato che l’utente voleva, come acquistare un prodotto, oranizzare una vacanza, avere consigli medici, ecc. A seconda delle parole digitate, il motore intuisce l’ambito della ricerca, cioè i possibili scopi dell’utente, e fornisce una guida verso il risultato finale. Per esempio, se scriviamo il nome di un automobile ci dà opzioni per arrivare direttamente al manuale, a una recensione, a un sito dove comprarla. Se scriviamo il nome di una località turistica, ci chiede se vogliamo foto, consigli su hotel e via dicendo. Queste opzioni che guidano la ricerca sono calcolate dinamicamente dal motore, con il nuovo algoritmo ideato da Microsoft: è un primo sforzo (fino ad ora, a dire il vero, poco riuscito…) di adattare l’intelligenza robotica del motore a quella imprevedibile degli utenti, perché le due possano meglio andare d’accordo. Il colosso americano del software ne parla come di un “motore delle decisioni“.
Bing in realtà è tanti motori in uno: ha varie sezioni (Salute, Viaggi, Shopping, Notizie, Sport), accessibili da un menu a sinistra; ciascuna con una propria grafica e layout: ne abbiamo una dedicata ai Viaggi (Expedia), allo Sport, alla Salute, alle Notizie, allo Shopping (Ciao) e molti altri.
In questo mese ho provato a testare se quanto pubblicizzato è vero, e devo dire che sono rimasto un po’ deluso. Quando inserisco un parola di ricerca non sempre fornisce risultati adatti e soprattutto quasi mai avviene quella tanto decantata “guida verso il risultato finale”. Spesso mi ritrovo con una serie di link (tipo Google), a volte molto pochi, che però non soddisfano del tutto la mia ricerca. Probaiblmente è adatto per particolare tipologie di ricerche, ma in linea di massima mi sento di dire che non ho trovato niente di particolarmente nuovo.
Penso che in parte il mio giudizio sia influenzato dall’abitudine a ricercare con Google, ma credo anche che Bing debba davvero migliorare parecchio per poter pensare di far concorrenza a BigG (ed inoltre deve migliorare i propri filtri, per non incappare in un altro “scivolone“). Nelle prime settimane è riuscita ad accaparrarsi una buona fetta delle ricerche degli utenti, rubandola però più a Yahoo! che a Google. Vedremo cosa accadrà nel prossimo periodo; certo è che la nascita di Bing e WolframAlpha in così poco tempo è un segno evidente di come stia aumentando l’interesse verso tecniche di ricerca delle informazioni sempre più intelligenti, che mirano ad interpretare semanticamente la richiesta dell’utente o che si propongono di rispondere a delle domande o ad aiutare l’utente non solo a trovare informazioni su Internet, ma anche a prendere decisioni.
Son certo che in futuro ci saranno grandi sorprese…
