Il paziente H. M.
Spesso mi capita di pensare come si provi a perdere la memoria, non ricordarsi più nulla del proprio passato. Oppure semplicemente non ricordarsi solo le cose più vecchie, o viceversa le ultime che sono accadute. Mi ha riportato a queste mie lugubrazioni mentali un articolo di Wired su Jacopo Annese, un ricercatore italiano del Brain Observatory dell’Università della California a San Diego, il quale ha avuto il compito di sezionare il cervello del Paziente H.M., il più famoso caso clinico della storia della neuropsicologia.
A dire la verità più che l’articolo in sé, mi ha incuriosito la storia di questo paziente che, pur essendo famosa, io non ne avevo mai sentito parlare. Sapete di cosa soffriva quest’uomo? Dopo un’operazione chirurgica al cervello perse la memoria a breve termine! Praticamente ogni esperienza da lui fatta svaniva dopo pochi. Henry Molaison (l’acronimo H. M. venne usato per proteggere la sua privacy) soffriva infatti di una forma devastante di epilessia ed all’età di 27 anni, durante un estremo tentativo di cura, gli fu asportato una parte del cervello (anche parte dell’ippocampo): il risultato fu che l’epilessia fu in buona parte risolta, ma H. M. non era più in grado di formulare nuovi ricordi. Praticamente si ricordava tutto ciò che riguarda la sua infanzia, il suo nome, la sua personalità, i suoi amici, ma tutto quello ciò cha ha vissuto ed imparato dopo l’operazione, non rimaneva impresso nel suo cervello…
E’ chiaro che da li in poi divenne un caso clinico studiato da migliaia di scienziati, perché era unico nel suo genere. Tra l’altro vari studi rivelarono come Henry ripetendo in continuazione un compito lo faceva sempre meglio, pur non ricordando mai di averci provato (è quasi incredibile vero?
). Venne perciò dimostrato come la così detta memoria dichiarativa (quella che ci consente di ricordare nomi ed eventi) è scorrelata da quella procedurale (che ci fa imparare ad eseguire una certa operazione). Un altro strano test rivelò come per Henry il mondo era fermo al 1953, anno dell’operazione. Gli venne infatti posta una foto dell’allora presidente Ronald Reagan: Henry lo riconobbe ma lo definì un “famoso attore”, ciò che Reagan era nel 1953…
Divenne un caso clinico talmente raro che anche dopo la sua morte si è voluto tenere il cervello del paziente per poterne studiare le proprietà e caratteristiche.
Ho trovato questa storia davvero affascinante, non credete? Tra l’altro è piaciuta anche a Christopher Nolan, il quale nel 2000 si ispirò a questa vicenda per scrivere la sceneggiatura del film Memento, che purtroppo non ho mai visto.

Veramente interessante! Neanche io sapevo la sua storia ma ho visto il film Memento, e man mano che leggevo il tuo post mi veniva in mente il film…
Uella Giorgino!
Bello il post. Ti volevo segnalare un altro film che parla dello stesso argomento:
http://it.wikipedia.org/wiki/50_volte_il_primo_bacio
A proposito, è vero che anche tu sei motivo di interesse per la comunità scientifica internazionale per aver perso la memoria a breve termine senza aver subito nessun tipo di intervento chirurgico?
Memento è geniale. Per far provare allo spettatore lo stesso senso di disorientamento che ha il protagonista ogni mattina, il regista ha pensato ad un particolare montaggio… Consigliato!
50 volte il primo bacio, invece, è un film veramente divertente.
Non conoscevo il file “50 volte il primo bacio”, deve essere davvero divertente!!
Lo inserisco nella lista dei film da vedere…