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	<title>Giorgio Ghisalberti &#187; Technology</title>
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		<title>Log In tramite gli account di Facebook e Twitter</title>
		<link>http://www.giorgioghisalberti.com/2010/07/03/log-in-tramite-gli-account-di-facebook-e-twitter/</link>
		<comments>http://www.giorgioghisalberti.com/2010/07/03/log-in-tramite-gli-account-di-facebook-e-twitter/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 16:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aggiunto il log in al mio blog tramite gli account di Facebook e Twitter.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho aggiunto nuove funzionalità al mio sito, per renderlo ancora più integrato con vari social network. Oltre al <a href="http://www.giorgioghisalberti.com/2010/04/28/facebook-like-e-tweets/">tasto Like</a> ed hai miei <a href="http://www.giorgioghisalberti.com/2010/04/28/facebook-like-e-tweets/">tweets</a>, ora nella pagina di log in è possibile collegarsi al blog utilizzando direttamente il proprio account <strong><a href="http://www.facebook.com/giorgio.ghisalberti">Facebook </a></strong>o <strong><a href="http://twitter.com/giorgioghisa">Twitter</a></strong>. </p>
<p>Ho osservato come questa soluzione viene adottata ormai da parecchie applicazioni Web, in modo da rendere più semplice l&#8217;accesso dell&#8217;utente agli innumerevoli servizi esistenti sulla rete. In questo modo è possibile utilizzare un solo account, o comunque un numero limitato, per registrarsi e collegarsi a più servizi. I più utilizzati sono Facebok e Twitter appunto, ma anche Google, Yahoo e Flickr&#8230; I quali hanno soppiantanto il tanto decantato ma poco utilizzato <a href="http://openid.net/">Open ID</a>.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.giorgioghisalberti.com/2010/07/03/log-in-tramite-gli-account-di-facebook-e-twitter/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p>]]></content:encoded>
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		<title>Kinect, la rivoluzione delle consolle?</title>
		<link>http://www.giorgioghisalberti.com/2010/06/14/kinect-la-rivoluzione-delle-consolle/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 10:57:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology]]></category>
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		<description><![CDATA[Kinect, la nuova consolle di gioco targata Microsoft, conosciuta fino ad oggi con il nome Project Natal. E' un sistema di controllo per l'entertainment domestico di nuova generazione, che rivoluzionerà il mondo dei videogame. Il cuore della consolle sarà un sistema di telecamere con microfono integrato capace di tradurre i nostri gesti in comandi per Xbox 360.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi la <strong>Microsoft </strong>ha rilasciato ufficialmente la nuova <em>consolle </em>di gioco, nota finora con il nome in codice di <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Project_Natal">Project Natal</a></em>, da oggi <strong>Kinect</strong>. Si tratta di un sistema di controllo per l&#8217;entertainment domestico di nuova generazione, che rivoluzionerà il mondo dei videogame, molto di più di quanto non ha fatto la <a href="http://it.wii.com/"><strong>Wii</strong></a>. Il cuore della consolle sarà un sistema di telecamere con microfono integrato capace di tradurre i nostri gesti in comandi per l&#8217;<strong><a href="http://www.xbox.com/">Xbox 360</a></strong>; qui trovate un video dimostrativo promozionale: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=qen1T_ehiEA&#038;feature=player_embedded">Kinect</a>.</p>
<p>Le potenzialità sembrano illimitate grazie alla sofisticata tecnologia sensibile ai movimenti in grado di tracciare 48 punti di movimento sul corpo umano, riconosce volti e voci. La <strong>telecamera </strong>che rileva i movimenti dell’utente in tempo reale, riconoscendo non solo le mani, ma anche la posizione del corpo fino al movimento delle cinque dita. In questo modo lo sport viene effettivamente praticato: si corre sul posto e si salta nella corsa a ostacoli, si lancia il giavellotto, ma anche si gioca effettivamente a bowling, si naviga su un canotto, si balla riproducendo passi reali al ritmo della musica&#8230; In tutto senza tenere in mano alcun <em>joypad</em>. Resta da vedere se anche l’applicazione pratica sarà all’altezza dell’idea di eliminare l’interfaccia trasformandola nell’utente stesso. </p>
<p>Il nome, <strong>Kinect</strong>, è un neologismo nato dall&#8217;incontro fra la cinetica e Internet: il poter interagire con una consolle attraverso il movimento del corpo da un lato e l&#8217;essere sempre connessi alla Rete dall&#8217;altro. La data di uscita sembra essere il 12 ottobre di quest&#8217;anno. Staremo a vedere i commenti dei primi utilizzatori&#8230;</p>
<p align="center">
<object width="504" height="306"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/S1t9CYrWPC8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/S1t9CYrWPC8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="504" height="306"></embed></object></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.giorgioghisalberti.com/2010/06/14/kinect-la-rivoluzione-delle-consolle/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p>]]></content:encoded>
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		<title>Amazon Mechanical Turk</title>
		<link>http://www.giorgioghisalberti.com/2010/05/31/amazon-mechanical-turk/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 18:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<category><![CDATA[turk]]></category>

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		<description><![CDATA[Amazon Mechanical Turk: un sito dove è possibile pagare alcuni individui per completare dei compiti (hit, human intelligence task) che non possono essere eseguiti in modo automatico. L'idea che sta alla base di Amazon Turk è che esistono alcune operazioni che le intelligenze artificiali (per ora) non sono ancora in grado di svolgere, motivo per cui viene richiesto l'intervento di un umano, che a fronte di un piccolo pagamento, svolge l'operazione richiesta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volete guadagnare qualche soldo svolgendo compiti che richiedono poco tempo ma anche poca preparazione?<strong> <a href="https://www.mturk.com/mturk/welcome">Amazon Turk</a></strong> è quello che fa per voi! Il motivo per cui ne voglio parlare nel mio blog non è perché ho trovato un modo per guadagnare soldi (anche perché  se ne guadagnano davvero pochi) ma piuttosto perché trovo l&#8217;idea originale e interessante! </p>
<p>Per chi non sa come funziona <strong>Amazon Mechanical Turk</strong>, deve sapere che è un sito dove è possibile pagare alcuni individui per completare dei compiti che non possono essere eseguiti in modo automatico. Mentre siete a casa, durante la pausa dal lavoro, in altri ritagli di tempo potete guadagnare qualche centesimo rispondendo a semplici domande o svolgendo piccoli lavori. Possibili task richiesti sono tutti quelli che si possono fare con un computer e con una connessione internet. Possono essere visti come piccoli annunci di lavoro, che prendono il nome di &#8220;<em>hit</em>&#8221; (&#8220;<em>human intelligence task</em>&#8220;): in questo momento online ce ne sono oltre centoottantamila, tutti molto semplici. C&#8217;è chi chiede una ricerca di indirizzi Wikipedia per una tesi di letteratura, chi invece ha un lungo elenco di nomi di aziende quotate e vuole associarli al rispettivo simbolo di tre o quattro lettere, chi ancora vuole trovare la giusta categoria per i prodotti che mette in vendita. </p>
<p>L&#8217;idea che sta alla base di Amazon Turk, progetto lanciato da <a href="http://www.amazon.com/">Amazon</a> cinque anni fa e rimasto in versione beta, è che esistono alcune operazioni che le intelligenze artificiali (per ora) non sono ancora in grado di svolgere.  Può essere inteso come un filo dove ad un capo poniamo una <strong>piattaforma web</strong>; all’altra estremità un <strong>gruppo di persone</strong> che hanno il desiderio di guadagnare qualcosina nel tempo libero. Se la piattaforma web ha bisogno di effettuare un controllo che solo una mente umana può garantire, questa non dovrà fare altro che inviarlo all’altro capo del filo, completo di una descrizione che spieghi al gruppo di utenti quale sia il loro compito, e della retribuzione promessa. Dall’altro capo ogni utente che si connetterà potrà vedere una lista di tutti i task inviati da tutti i servizi web collegati, con descrizione e prezzo associato; gli basterà scegliere quello da svolgere e completarlo. </p>
<p>Semplice no? Ok, potreste pensare: ma che senso ha? Beh in realtà può essere una soluzione utile in molti ambiti, l&#8217;esempio più utilizzato è quello relativo ai filtro anti <em>spam</em>. Ad esempio, come potremmo costruire un sistema di notizie inerenti ad una sola tematica (sport, tecnologia, &#8230;)? Qualcuna di <em>spam </em>passa sempre e verrebbe inserita nel sistema. Servirsi di Amazon Turk renderebbe i controlli più efficaci: basterebbe fare in modo che ciascuna notizia postata venga inviata come task a <strong>Amazon Mechanical Turk</strong>, con una descrizione del tipo &#8220;<em>E’ inerente alla tecnologia</em>&#8220;, richiedere una risposta pari a 0  se inerente o 1 se di <em>spam</em>, ed un prezzo. </p>
<p><u>Una curiosità</u>: il nome <strong>Turco Meccanico</strong> deriva dalla macchina per giocare a scacchi ideata nel 1769 dall’ungherese <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wolfgang_von_Kempelen">Wolfgang von Kempelen</a></em>. Le capacità scacchistiche del congegno stupirono mezza Europa fino a quando non si scoprì che dentro la macchina albergava un maestro di scacchi umano nano.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.giorgioghisalberti.com/2010/05/31/amazon-mechanical-turk/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il paziente H. M.</title>
		<link>http://www.giorgioghisalberti.com/2010/05/18/il-paziente-h-m/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 16:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[University]]></category>
		<category><![CDATA[brain]]></category>

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		<description><![CDATA[Un breve riassunto della storia del paziente H. M., il più famoso caso clinico della storia della neuropsicologia: un uomo cheperse la memoria a breve termine dopo un'operazione chirurgica e non fu più in grado di formulare nuovi ricordi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso mi capita di pensare come si provi a perdere la <strong>memoria</strong>, non ricordarsi più nulla del proprio passato. Oppure semplicemente non ricordarsi solo le cose più vecchie, o viceversa le ultime che sono accadute. Mi ha riportato a queste mie lugubrazioni mentali un articolo di <strong><a href="http://www.giorgioghisalberti.com/2010/02/07/wired/">Wired </a></strong>su <a href="http://frontiersin.org/profiles/jacoboannese/">Jacopo Annese</a>, un ricercatore italiano del <a href="http://thebrainobservatory.ucsd.edu/">Brain Observatory</a> dell&#8217;<a href="http://www.ucsd.edu/">Università della California a San Diego</a>, il quale ha avuto il compito di sezionare il cervello del <strong>Paziente H.M.</strong>, il più famoso caso clinico della storia della neuropsicologia.</p>
<p>A dire la verità più che l&#8217;articolo in sé, mi ha incuriosito la storia di questo paziente che, pur essendo famosa, io non ne avevo mai sentito parlare. Sapete di cosa soffriva quest&#8217;uomo? Dopo un&#8217;operazione chirurgica al cervello perse la <strong>memoria a breve termine</strong>! Praticamente ogni esperienza da lui fatta svaniva dopo pochi. Henry Molaison (l&#8217;acronimo H. M. venne usato per proteggere la sua privacy) soffriva infatti di una forma devastante di epilessia ed all&#8217;età di 27 anni, durante un estremo tentativo di cura, gli fu asportato una parte del cervello (anche parte dell&#8217;ippocampo): il risultato fu che l&#8217;epilessia fu in buona parte risolta, ma H. M. non era più in grado di formulare nuovi ricordi. Praticamente si ricordava tutto ciò che riguarda la sua infanzia, il suo nome, la sua personalità, i suoi amici, ma tutto quello ciò cha ha vissuto ed imparato dopo l&#8217;operazione, non rimaneva impresso nel suo cervello&#8230;  <img src="http://www.giorgioghisalberti.com/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif" alt="shock" class="wp-smiley" /> </p>
<p>E&#8217; chiaro che da li in poi divenne un <strong>caso clinico</strong> studiato da migliaia di scienziati, perché era unico nel suo genere. Tra l&#8217;altro vari studi rivelarono come Henry ripetendo in continuazione un compito lo faceva sempre meglio, pur non ricordando mai di averci provato (è quasi incredibile vero? <img src="http://www.giorgioghisalberti.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=")" class="wp-smiley" /> ). Venne perciò dimostrato come la così detta <em>memoria dichiarativa</em> (quella che ci consente di ricordare nomi ed eventi) è scorrelata da quella <em>procedurale</em> (che ci fa imparare ad eseguire una certa operazione). Un altro strano test rivelò come per Henry il mondo era fermo al 1953, anno dell&#8217;operazione. Gli venne infatti posta una foto dell&#8217;allora presidente Ronald Reagan: Henry lo riconobbe ma lo definì un &#8220;famoso attore&#8221;, ciò che Reagan era nel 1953&#8230;</p>
<p>Divenne un caso clinico talmente raro che anche dopo la sua morte si è voluto tenere il <strong>cervello</strong> del paziente per poterne studiare le proprietà e caratteristiche. </p>
<p>Ho trovato questa storia davvero affascinante, non credete? Tra l&#8217;altro è piaciuta anche a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Christopher_Nolan">Christopher Nolan</a>, il quale nel 2000 si ispirò a questa vicenda per scrivere la sceneggiatura del film <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Memento_%28film%29">Memento</a></strong>, che purtroppo non ho mai visto.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.giorgioghisalberti.com/2010/05/18/il-paziente-h-m/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p>]]></content:encoded>
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		<title>Facebook Like e tweets</title>
		<link>http://www.giorgioghisalberti.com/2010/04/28/facebook-like-e-tweets/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 16:25:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Aggiunta di due aggiornamenti per il mio sito: il bottone "Like" in stile Facebook e gli ultimi tweet dal mio account su Twitter.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendendo spunto da quanto ha fatto un mio amico (<a href="http://mb.netsons.org/2010/04/post-di-servizio-questo-blog-ora-implementa-il-facebook-likemi-piace/">Michele</a>) sul suo blog  ho deciso di inserire due nuove caratteristiche al mio sito, in modo da renderelo un po&#8217; più &#8220;sociale&#8221; <img src="http://www.giorgioghisalberti.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=")" class="wp-smiley" /> </p>
<p>La prima è l&#8217;aggiunta del bottone &#8220;<em>Like</em>&#8221; (&#8220;Mi piace&#8221;) in fondo ad ogni post, una funzionalità che si è diffusa grazie a <strong><a href="http://www.facebook.com/giorgio.ghisalberti">Facebook</a></strong> ma che recentemente ha preso piede in molti blog ed applicazioni web, non ultima <a href="http://www.youtube.com/">YouTube</a>. </p>
<p>La seconda invece è l&#8217;inserimento degli ultimi <em>tweet</em> provenienti dal mio account <strong><a href="http://www.twitter.com/giorgioghisa">Twitter</a></strong>. Per chi (ancora) non li conosce <img src="http://www.giorgioghisalberti.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=")" class="wp-smiley" />  i <em>tweet </em>(letteralmente &#8220;cinguetti&#8221;) sono brevi messaggi di testo (massimo 140 caratteri) mostrati istantaneamente nella pagina del profilo utente di Twitter e comunicati agli utenti che si sono registrati per riceverli, nonché sulla pagina dei <em>followers</em>&#8230; </p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.giorgioghisalberti.com/2010/04/28/facebook-like-e-tweets/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=like&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p>]]></content:encoded>
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